25
Feb
2012
Posted by Simone. 1 Commento
Commento -che sottoscrivo- tratto dal Blog di Beppe Grillo:
“Non so voi, ma io voglio lavorare per vivere e non vivere per lavorare. Bisogna rilanciare concetti come lavorare meno, lavorare tutti. Non si può andare “in carcere” 12 ore al giorno (compresi gli spostamenti), tornare a casa sfiniti, la testa ancora piena delle porcate sentite o subite sul lavoro, mangiare e poi subito a letto stravolti. 12 ore al giorno, 60 ore alla settimana. Questo vogliono Banche-Confindustria e politici. Vogliono degli schiavi-sudditi che siano o troppo stanchi per protestare, oppure timorosi di perder il posto. Dobbiamo rilanciare un modello di società solidale, di individui che si sostengono e si aiutano tra loro.” Beppe Da Monaco (odio la mafia)
4
Feb
2012
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I dati sulla cementificazione del suolo in Italia diffusi dal Fai e dal WWF sono implacabili. Dicono, con il nudo linguaggio delle cifre, della strutturale perdita di senso, e forse di senno, di un sistema produttivo anarchico, ingordo e suicida, che ha smarrito ogni rapporto con la realtà materiale del territorio, delle acque, dell’aria. Nessun discorso politico o ideologico ha la stessa concreta evidenza di questo consumo esponenziale e canceroso della terra, che in Italia, non per caso, è più forte nelle regioni malavitose. Eppure, ancora oggi, nonostante le alluvioni, nonostante la devastazione fisica e sociale di intere zone del paese, il discorso ambientale è sospettato, tacitamente o a piena voce, di essere il lussuoso cruccio di una élite petulante, roba da vecchie contesse in pena per le loro aiuole, o vezzo per esteti che preferiscono gli uccellini alle rotatorie. Chissà quando capiremo che questa materia è più cruda, più strutturale, più decisiva per il futuro di qualunque appassionato dibattito sull’euro o sul deficit pubblico. È un discorso sul corpo stesso del mondo. Se a farlo non è più la politica, ma sono le vecchie contesse è un problema per la politica, non certo per le vecchie contesse.
di Michele Serra da La Repubblica del 02/02/2012.
1
Feb
2012
Posted by Simone. 2 Commenti
Ancora una volta, è il caso di ricordare che la presenza di un’irruzione di aria artica sul nostro territorio durante qualche giorno d’inverno, anche se molto intensa quale si prospetta nei prossimi giorni, si verifica normalmente almeno una volta all’anno, e non rappresenta un motivo di dubbio nei confronti del riscaldamento globale. Si tratta infatti di due cose diverse, da una parte esistono gli eventi meteorologici, che riguardano una piccola parte del pianeta, e talora sono compensati da eventi di tipologia opposta in altriluoghi o in altri momenti dello stesso anno; dall’altra invece si considera il clima dell’intero globo terracqueo, che rappresenta la media degli eventi meteorologici a grande scala e su un periodo di almeno trent’anni.
Infatti alcuni meteorologi e climatologi dicono “climate is what you expect, weather is what you get” (cfr Robert Heinlein), ovvero il clima è ciò che ci si aspetta e il tempo ciò che si prende. Usare il tempo meteorologico di un singolo evento per inferire il clima ha lo stesso significato di chi, basandosi sui dati di vendita dei prodotti di un singolo contadino, volesse dedurre l’andamento del mercato globale. Il riscaldamento globale è inequivocabile, dimostrato da tante e diverse serie di dati. Una semplice considerazione teorica, inoltre, dimostra come, in presenza di una variazione della distribuzione delle temperature che ne innalzi sia la media sia la varianza, la probabilità di eventi estremi caldi aumenta notevolmente, mentre quella di eventi estremi freddi diminuisce di poco, lasciando quindi ancora spazio al verificarsi di irruzioni fredde.
Anche se farà molto freddo, non va dimenticato che siamo pur sempre in inverno e fino a pochi giorni fa le medie delle temperature invernali (dicembre 2011- gennaio 2012 e autunno 2011) delle temperature su Nord e centro Italia erano caratterizzate da un’anomalia positiva clamorosa notevole che ha riguardato gran parte dell’Europa continentale con valori di oltre3°C rispetto alla media del trentennio 1981-2010, mentre l’Italia ha fatto risultare anomalie comprese tra qualche decimo di grado all’estremo sud e quasi2°C sulle Alpi. Probabilmente, quest’ondata di gelo smorzerà un po’ questa anomalia. Infine, non va dimenticato che è oggetto di dibattito scientifico quanto le anomalie bariche che provocano questi episodi di freddo intenso sia legate alla fusione dei ghiacci artici provocata proprio dal riscaldamento globale.
In conclusione, si può affermare con sicurezza che il freddo e la neve di questi giorni non sono in alcun modo in contraddizione con il riscaldamento globale in corso. Chi quindi intende riproporre battute ironiche sull’inesistenza del riscaldamento globale, è pregato almeno di provare a trovarne di nuove.
Leggi l’articolo.
30
Gen
2012
Posted by Simone. 1 Commento
Radio Padania ha cancellato dal suo sito un sondaggio on-line nel quale il 70 per cento dei suoi ascoltatori, a sorpresa, si dichiara entusiasta del governo Monti. Radio Padania ha fatto bene: quel genere di sondaggi non ha alcuna serietà statistica, ed è esposto all´arbitrio di qualunque gruppo di infiltrati o sabotatori. Il problema è che se lo stesso sondaggio, con identica approssimazione e identica casualità, avesse avuto esito opposto, Radio Padania lo avrebbe trionfalmente lasciato sul suo sito, magari accompagnato da un festoso suono di campane e sotto il titolo “il popolo odia Monti”. L´attendibilità statistica sarebbe stata ugualmente vicina allo zero, ma l´uso politico sarebbe stato comodo e facile.
L´uso strumentale della vox populi è uno dei vizi capitali della comunicazione politica: Berlusconi (parlandone da vivo) sbandierava i sondaggi quando gli erano favorevoli, li occultava quando lo davano per spacciato. L´opinione del cosiddetto uomo della strada è carne da macello, la si raccoglie all´ingrosso per illuderlo di contare, la si sbatte in prima pagina quando serve da coro, la si mette a tacere quando rompe le scatole. Ogni megafono ha un interruttore. Il potere è di chi lo accende e lo spegne, non di chi ci grida dentro.
di Michele Serra da La Repubblica del 29/01/2012
29
Gen
2012
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“Il suo destino era diventare presidente, il mio diventare orologiaio. E ce l’abbiamo fatta tutti e due”, ha detto con naturalezza l’orologiaio già compagno di banco di Barack Obama dopo le presidenziali USA del 2008.
Non c’è nessuna differenza fra chi ripara orologi e chi viene chiamato a riparare il mondo, se entrambi infondono nel proprio lavoro il senso profondo di un’esistenza. Soltanto uno dei due finirà sui libri di storia, ma poco importa. Importa che anche l’altro potrà dire di aver vissuto davvero.
spunto tratto da I Riparatori di M.Gramellini
31
Dic
2011
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Crisi, crisi, e poi ogni anno ne buttiamo via uno!

31
Dic
2011
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Un veloce ripasso…

via Likecool
17
Dic
2011
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Per capire le radici della perenne emergenza smog che strangola l’area di Milano, oltre alle letali cifre precedute dalla sigla PM (le famigerate polveri sottili), bisogna tenere conto anche di quelle di cui non sempre si parla ma che spiegano molto, a partire da un semplice rapporto: 1 su 1,7, ovvero un’automobile ogni abitante e un po’, compresi bambini ultranovantenni e tutti coloro che hanno la patente. Questo è il rapporto tra il numero di autoveicoli e abitanti nella provincia di Milano. Una cifra impressionante che si colloca ai vertici mondiali dell’indice di motorizzazione. Se si pensa che in Germania c’è un auto ogni due abitanti, in Francia una ogni 2,1 e negli Stati Uniti, così appassionati di Suv c’è un’auto addirittura ogni 2,3 abitanti.
da CHIAMAMILANO
1
Dic
2011
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30
Nov
2011
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La ricetta per incentivare le donne a far figli, secondo l’autorevole quotidiano nazionale Libero (che come tale munge milioni di euro di finanziamento pubblico), sarebbe quella di togliere loro i libri, di non farle studiare o, come scritto testualmente, “di chiudere qualche facoltà per aprire più reparti maternità”.